Museo Ipogeo Spartano di Taranto

Taranto Sotterranea: una visita nella 
millenaria Terra della Magna Grecia

Non conosci i misteri e le meraviglie dell'unico Museo Spartano  del mondo accolto nell'ipogeo Bellacicco, il più grande del Borgo Antico di Taranto?

Il Museo Ipogeo Spartano (MISpa) è la terza struttura storica più visitata di Taranto dopo il Castello Aragonese e il Museo Archeologico MarTa



Tutte le domeniche inizio visita ore 11.00 (unico turno senza prenotazione) a cura dell'associazione culturale Filonide

-Tour base: visita al Museo Spartano presso l'Ipogeo Bellacicco (VIII sec). con visita al Tunnel al mare tardomedievale completamente percorribile fino alla battigia del mar grande
Durata visita circa 50 minuti

-Tour completo: visita al Museo Ipogeo Spartano e alla Casa della Marchesa de Beaumont Bonelli (XVII sec).
Durata visita circa 90 minuti

Durante la settimana il Museo è visitabile su prenotazione per gruppi.

Info e prenotazioni al 330438646 o museospartanotaranto@gmail.com

Il Museo Spartano di Taranto - Ipogeo Bellacicco  (MISpa) , già Ipogeo di Palazzo de Beaumont Bonelli, è situato al numero 39 di Corso Vittorio Emanuele II (ringhiera del mar grande) nel Borgo Antico di Taranto, Salento, Puglia.

La peculiarità che rende questa struttura unica in tutto il panorama storico-artistico pugliese è che in essa sono documentate tutte le epoche e i periodi storici a partire dalla fondazione di Taranto ad opera degli spartani (VIII sec a.C) fino al XVII sec. data di costruzione del soprastante Palazzo nobiliare de Beaumont Bonelli

La struttura, di appartenenza e gestione privata senza sovvenzionamenti pubblici, è attualmente sede dell'Associazione Culturale Filonide che ne cura le visite guidate.

Il museo ipogeo spartano è attualmente al quarto e ventesimo posto fra i siti turistici recensiti da Tripadvisor rispettivamente a Taranto e in Puglia


L'ipogeo Bellacicco, l'unico completamente restaurato (nel 2003) del centro storico di Taranto, è diviso in quattro sale alte dai cinque agli otto metri e presenta una estensione di circa 800 metri quadrati e una profondità che arriva nei livelli più bassi (quattro complessivi) a 16 metri sotto il piano stradale e 4 metri sotto il livello del mare

Clicca qui: Video Museo Spartano su TRM Art

La struttura , in posizione centrale rispetto all'isola del centro storico, rappresenta un crocevia con le altre strutture ipogee del borgo antico che formano nel loro complesso il sistema della Taranto Sotterranea che abbraccia un periodo di 2720 anni di storia.

Sebbene sia difficile stabilire con esattezza la data di costruzione e le varie evoluzioni storiche della struttura, tutti gli studi storici, archeologici e geologici riportano come data di prima edificazione dell'ipogeo al periodo di fondazione della città di Taranto (706 a.C.) quando i Parteni guidati da Falanto cavarono i banchi di roccia per costruire le prime edificazioni e fortificazioni.

In epoca successiva questa zona del Borgo Antico verrà infatti chiamata "zona delle Fogge (delle cave)"

Ipogeo Bellacicco in epoca greca. A cura di F. Girardi

Il restauro della struttura, durato sei anni, e la sua gestione sono realizzati con i fondi familiari dei suoi attuali proprietari (la famiglia Bellacicco) senza finanziamenti pubblici o privati


Nel 2007 ha ricevuto il riconoscimento  da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali mediante apposizione di espositore all'ingresso della struttura.


L'ipogeo è oggetto di numerose tesi di laurea in Italia e negli Stati Uniti ed contenitore di eventi culturali e artistici di vario tipo

L'ipogeo Bellacicco è ad oggi l'unico ambiente sotterraneo del centro storico di Taranto ad essere stato recensito dalla Federazione Speleologica Pugliese ed è ufficialmente inserito nel catasto regionale delle cavità artificiali della Regione Puglia con numero PU_CA 668.

Scheda tecnica speleologica:  CLICCA QUI

L'ipogeo Bellacicco è riconosciuto dal comune di Taranto e dall'assessorato al turismo regionale (pugliapromozione)

Le location di Palazzo de Beaumont Bonelli sono state scelte dalla produzione del nuovo video di Mondo Marcio e Mina "Un Bacio"

Il video, che ha raggiunto poco meno di un milione di visualizzazioni su Youtube/EVO, mostra la vera faccia di Taranto: quella nobile, artistica e culturale


L'ipogeo Bellacicco è stato oggetto di studi archeologici, geologici e storici da parte dei professori S. De Vitis, C. d'Angela, G. Mastronuzzi e dalla dott.ssa C. De Chirico

Le relazioni scientifiche sono disponibili nel libro "Il Mistero della Marchesa, riscoperta di palazzo de Beaumont Bonelli fra storia ed esoterismo"

Il museo spartano può ospitare congressi, convegni ed incontri culturali nella Sala Filonide (capienza max 100 persone) dotata di palco e attrezzatura audio/video


(Il materiale presente in questa pagina è liberamente riproducibile da terzi con l'obbligo di citarne la fonte www.filonidetaranto.it)


Museo spartano: Sala Etra
Intitolata alla moglie del fondatore di Taranto e protagonista dell'episodio predetto dall'oracolo di Delfi che portò nel 706 ac alla fondazione della città, la sala presenta diverse strutture murarie di epoche e stili diversi.

Sul fondo sud della sala è possibile osservare i resti delle mura di cinta della Taranto  Greca che dividono l'ipogeo dall' affaccio sul mar grande.


Le pareti laterali della sala presentano una edificazione in "opus incertum" di periodo medioevale mentre sul fondo opposto della sala è nell'angolo di nord est è possibile riconoscere diversi blocchi di calcarenite (175000 anni fa) usati dagli spartani come base per la costruzione delle prime aree abitative.

In particolare i diversi blocchi di calcarenite presentano resti fossili che testimoniano la loro datazione antichissima e la loro posizione in epoca antica sotto il livello del mare.

Infine a metà e a tre quarti della sala è possibile riconoscere una struttura triarcata e quattro pilastri di rinforzo alle volte a botte (XVII sec.) che sostengono il soprastante palazzo nobiliare.

Museo spartano: Sala Falanto
In posizione attigua e parallela alla sala d'ingresso Etra, la sala Falanto, intitolata al fondatore della città di Taranto, presenta diverse strutture storiche di rilievo nel suo livello inferiore e visibili attraverso le grate metalliche che attraversano tutta la sala.


Sono documentati i resti di una strada  greca, un sistema di raccolta dell'acqua medioevale e un sistema di condotte idriche collegate con i pozzi di tutto il palazzo databili intorno al XVII sec, data di costruzione del palazzo.

Sul versante sud della sala è presente un tunnel transitabile che collega l'ipogeo con uno sbocco direttamente sul livello del mar grande.

Il tunnel di periodo medievale o tardomedievale approda direttamente sul livello del mare.

Esso presenta sotto il piano di calpestio una condotta idrica medievale perfettamente conservata che convoglia le acque raccolte nell'ipogeo a mare.

Sul versante opposto della sala sono presenti le scale che portano nel cortile del palazzo nobiliare e un camino costruito con blocchi magno greci e copertura ferrea moderna.

Similmente alla sala Etra, la sala Falanto presenta strutture parietali in calcarenite e in "opus incertum" e una copertura a botte in carparo.

Museo spartano: Sala Filonide
Intitolata allo storico personaggio tarantino che presta il nome all'associazione che ha nella struttura la sua sede, la sala Filonide si sviluppa in posizione ortogonale alle due sale Etra e Falanto.

Tale posizione è resa possibile dalla struttura trapezoidale del palazzo nobiliare che presenta una facciata stretta sull'affaccio a mare e una facciata sensibilmente più larga sulla facciata di via Paesiello (antica via delle Fogge) dove è presente il portale d'ingresso principale al palazzo.


La sala, la più grande e più alta (8 metri) delle quattro, presenta diverse stratificazioni storiche che rendono particolarmente complessa e interessante la sua analisi e osservazione.

Le strutture murarie presentano, come le altre sale, strutture in calcarenite e in opus incertum stratificate una sull'altra tanto da rendere particolarmente chiara l'avvicendarsi delle epoche storiche.

In questa sala è presente una colonna greca che regge un blocco di calcarenite in prossimità di uno dei sei pozzi presenti nella struttura ipogea.

Sul fondo nord ovest della sala sono presenti le scale che portano nella sottostante Sala Persefone e i resti di due collegamenti con gli altri ipogei della Taranto sotterranea; uno, murato, poco più alto del piano calpestabile e un altro a circa 5 metri di altezza chiuso da una porta lignea medioevale.

Lungo le pareti e sul versante opposto (quello sud est) sono presenti i resti fossili incastonati nei blocchi di calcarenite.

La struttura presenta inoltre sei nicchie; due al livello del piano di calpestio di cui una avente funzione di convogliare l'acqua piovana e le altre quattro in alto a 6 metri di altezza affaccianti su via Paesiello.

La copertura, come per le altre sale, è a botte in carparo.

La Sala Filonide, dotata di palco e attrezzatura audio/video, è utilizzata per convegni, congressi ed incontri culturali (max 100 persone)

Museo spartano: Sala Persefone
Intitolata alla dea dell'oltretomba molto venerata a Taranto in periodo greco, la sala Persefone è la sala più antica e profonda di tutto l'ipogeo Bellacicco.

La sala, situata in posizione parallela alla soprastante sala Filonide, si trova a 16 metri di profondità dal piano stradale e (nelle cisterne dei livelli inferiori) a 4 sotto il livello del mare.

Interamente scavata nella roccia presenta numerosissimi resti murari greci e una struttura architettonica di difficile attribuzione sul versante sud est.


La particolarità della sala è quella di essere percorsa sotto il pavimento da un fiume sotterraneo visibile.

Il fiume raccoglie l'acqua proveniente dalle murge tarantine che passando nel sottosuolo del centro storico sbocca sia in mar grande che in mar piccolo dando luogo al singolare fenomeno delle sorgenti di acqua dolce denominati "Citri".

Le strutture idriche medioevali dell'ipogeo raccolgono i vari rami dei fiumi sotterranei nei pozzi e li convogliano infine a mare tramite le cisterne presenti sul piano inferiore (non visibile) alla sala Persefone e tramite le condotte idriche presenti al di sotto del tunnel a mare di Sala Falanto.

La particolarità e la complessità dei sistemi idrici presenti all'interno della struttura denota la genialità architettonica dei suoi costruttori.

video


APPROFONDIMENTO 
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-Tunnel al mare dell'Ipogeo
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