sabato 4 gennaio 2020

martedì 31 dicembre 2019

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Dicembre 2019: missione culturale a Sparta del Museo Ipogeo Spartano

Nel dicembre 2019 siamo ritornati a Sparta per rafforzare la cooperazione culturale tra le due città ospiti del nostro amico Mario Tzortzakis e della sua famiglia. Durante il soggiorno il dott. Marcello Bellacicco è intervenuto presso il consiglio comunale di Sparta ribadendo l'antico legame che lega la città di Taranto e la città di Sparta e portando degli omaggi per il sindaco e per il presidente del consiglio comunale spartano

Abbiamo incontrato gli amici dell'Istituto di Sparta e in particolare Anastasia Kanellopoulou e i suoi collaboratori per avviare una serie di progetti di cooperazione culturale.

Splendida come sempre l'accoglienza di Mario, di Paola, di Elena e della sua famiglia. Un saluto ai numerosi amici negozianti che abbiamo conosciuto a Sparta e che ci seguono sui nostri canali.

Che la terra non tremi











giovedì 12 dicembre 2019

sabato 23 novembre 2019

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Appello dei giovani medici di Taranto: il diritto alla salute non passi in secondo piano

RESOCONTO DELLA CONFERENZA STAMPA  DEI GIOVANI MEDICI DELL’OMCeO TARANTO, CON IL SOSTEGNO DELLA FNOMCeO




«Abbiamo il dovere di difendere la salute dei cittadini non soltanto, come facciamo quotidianamente, portando la nostra opera professionale nella prevenzione e nella cura, ma anche esigendo che l’enorme problema sanitario di Taranto sia il punto cruciale di qualsiasi tavolo di discussione, e che si prendano senza indugi adeguati provvedimenti per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, superando la visione dicotomica tra lavoro e vita, una vita che sia esente da rischi inaccettabili per i cittadini e per i lavoratori. Se manca la salute, non c’è lavoro, non c’è futuro».

A sostenerlo sono i Giovani Medici dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Taranto che ieri mattina, nella sede dello stesso Ordine, hanno tenuto una conferenza stampa per esprimere dal punto di vista sanitario la loro posizione in merito alla vicenda Ilva.

All’incontro con i giornalisti hanno preso parte il presidente dell’Ordine Cosimo Nume, la pediatra Annamaria Moschetti, presidente della Commissione Ambiente dell’Ordine di Taranto, i giovani dottori Francesca Baldi e Roberto Bellacicco.

Per l’occasione è giunto a Taranto il dottor Emanuele Vinci, presidente della Commissione Ambiente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Nel corso dell’incontro ha preso la parola anche il dottor Valerio Cecinati, primario di Pediatria all’ospedale Santissima Annunziata.

La dottoressa Baldi, leggendo il documento, stilato insieme ai colleghi Bellacicco, Antonella Minei, Giorgia Fiore, Serena Bianco, Danila Corlianò, Francesco Pasquali, Lucia Verzillo ed Alessio Marinelli, ha affermato: «La qualità della vita della popolazione tarantina e della sua  provincia è stata irrimediabilmente compromessa in cambio di una precaria sicurezza economica dei lavoratori ma soprattutto degli interessi nazionali. Secondo la Costituzione dell'OMS, la salute è definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente assenza di malattie o infermità. Questa per la popolazione tarantina è la definizione di ciò che le viene negato. È superfluo ribadire come e quando venga a mancare il benessere fisico, ma vale la pena ricordare ancora una volta come, per diverse cause, vengano a mancare anche il benessere mentale e sociale in un sito in cui non solo ci si ammala, ma si ha anche costantemente paura di ammalarsi, in cui sono compromessi anche il diritto al lavoro e all’istruzione, privando i cittadini di una vita dignitosa».

 Il dottor Bellacicco, facendo sempre riferimento al documento, ha affermato: «Le sostanze provenienti dalle fonti inquinanti, come i metalli pesanti e i composti organici, è possibile abbiano un ruolo nei disturbi del neuro sviluppo già osservati nei bambini tarantini che vivono a ridosso dell’area industriale e questo potrebbe minare pericolosamente le potenzialità  dei  nostri bambini. Questo vuol dire impoverire e limitare il futuro di chi cresce in questo territorio. La sanità tarantina e pugliese, fortemente impegnata nella cura delle patologie legate all’inquinamento, sostiene costi enormi che potrebbero essere evitati e drasticamente ridotti, in un momento di razionalizzazione delle risorse disponibili. L’ex ILVA non è una fabbrica collocata in un deserto. Intorno ad essa c’è  una città di quasi 200.000 abitanti che al pari degli altri cittadini italiani possiedono dei diritti costituzionalmente garantiti e non negoziabili».

«La presa di posizione dei Giovani medici, dopo il Position Paper sull’Ilva redatto dall’Ordine nel giugno scorso,» ha detto il dottor Nume «è addirittura più importante, perché essi rappresentano il futuro della professione medica. In queste ore si parla di risarcire la comunità jonica, cercando di evitare i viaggi della speranza. In realtà, ai cittadini di Taranto deve essere garantito il diritto a non ammalarsi, non solo quello a curarsi. Quindi, il diritto alla prevenzione primaria».

La dottoressa Moschetti ha, evidenziato che «l’impegno dei decisori deve essere rivolto non più tanto al contrasto delle patologie del secolo scorso, morbillo influenza etc., in cui siamo già attrezzati, poiché la vera sfida è quella di combattere le patologie correlate agli inquinanti ambientali».

«La mia presenza oggi a Taranto» ha detto il dottor Vinci «testimonia il sostegno della FNOMCeO nella difesa dei diritti, primo fra tutti quello alla salute, che se violati a Taranto finiscono per essere irrimediabilmente  messi in discussione nel resto del Paese».

Il dottor Cecinati ha invitato, infine, ad assumere priorità nelle decisioni e si è chiesto: «Quale la priorità se non la salvaguardia e la cura dei bambini?». 

Il resoconto video de "La ringhiera"


domenica 20 ottobre 2019

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Obiettivo Taranto 2026, tra Salento e Matera 2019



L’avvio del corso di laurea di Medicina a Taranto  rappresenta un evento simbolico per il territorio Taranto e per l’intera regione Puglia, la fine di un vecchio modo di pensare e la nascita di una diversa visione del futuro.

Taranto si sta progressivamente smarcando dalla sua (immeritata) fama di città dell’acciaio per puntare su turismo, sulla cultura, sui beni archeologici, sulla agricoltura di qualità e sullo sport. Queste sono parole che abbiamo utilizzato 10 anni fa durante le innumerevoli manifestazioni liceali contro l’Ilva e il suo becero colonialismo imperante. Oggi quelle stesse parole stanno diventando realtà concrete. 10 anni fa avevamo intravisto una possibile via di uscita ma, citando Aldo Moro, “per realizzare le cose serve tutto il tempo necessario”.

Taranto può dunque diventare “la locomotiva del Salento” (cit. Lino de Matteis) non solo perché ha la necessità di farlo ma anche perché tutto quanto il territorio salentino ha da guadagnare in questo. In termini turistici, culturali, infrastrutturali e di prospettive future.

Il calo fisiologico dei flussi turistici nelle località ioniche della provincia leccese può e deve essere bilanciato da un aumento del turismo culturale della provincia di Taranto che gode anche di una molto proficua vicinanza geografica con Matera capitale della cultura e con l’arco ionico magno greco lucano e calabrese.

In vista dei giochi del mediterraneo del 2026 Taranto può assumere il ruolo di cerniera tra il sistema turistico materano, l’arco ionico e la puglia meridionale per mettere a sistema un territorio che può offrire al turista una offerta straordinariamente ricca e variegata

Non più quindi il turismo balneare mordi e fuggi che non pochi problemi ha riservato ai cittadini gallipolini nel corso delle estati bensì una offerta più ampia che consenta al turista una permanenza prolungata e soprattutto diversificata con inevitabili ricadute positiva per l’economia di tutto il Salento che ha capito che non si può più immaginare di fare turismo duraturo solo con belle spiagge e discoteche.

In questo senso l’offerta turistica è molto simile agli investimenti in borsa. Chi investe solo su una singola società per azioni rischia di perdere tutto il capitale in caso di fallimento della società. La diversificazione (e quindi la varietà nell’offerta) è invece la chiave per il successo.

Taranto non può fare tutto questo da sola perché nonostante sia tra le province pugliesi con il più alto tasso di crescita turistica ha ancora bisogno di tempo per smarcarsi dalla monocoltura dell’acciaio. Allo stesso modo le province di Lecce e Brindisi hanno bisogno di Taranto perché si sta candidando ad essere la città con i maggiori servizi della puglia meridionale e perché, tra MarTa, borgo antico e aree archeologiche, vanta una offerta turistico-culturale di caratura internazionale.

L’arco ionico magnogreco ha necessità di fare sistema con Taranto perché se si vuole puntare, come tantissimi comuni stanno facendo (da Policoro a Metaponto), sul brand Magna Grecia non si può fare a meno di quella che viene definita la sua capitale.

Se si riflette bene anche Matera ha un interesse nel creare una rete comune perché i flussi turistici sono come una macchina sportiva: per continuare a correre hanno bisogno di spingere costantemente sull’acceleratore.
Quando si chiuderanno i riflettori di Matera Capitale della cultura 2019 sarà necessario individuare nuove spinte e nuovi carburanti per continuare a sostenere la crescita turistica di tutto il distretto. E chi può farlo se non i giochi del mediterraneo di Taranto 2026?

L’orizzonte su cui lavorare quindi è Taranto 2026 e bisognerà arrivare a quella data con le carte in regola per poter fare la differenza. Penso al nuovo terminal crociere del porto di Taranto attualmente in costruzione, al rilancio dell’aeroporto di Grottaglie , al frecciarossa Taranto-Milano che da un paio di anni collega il Salento con il resto dell’Italia attraverso la Basilicata. Sarà necessario dare una nuova veste al borgo antico di Taranto, tra i più importanti d’Italia, e una nuova mobilità interna con la metropolitana del mare e con il nuovo piano di mobilità sostenibile. Per quella data Taranto dovrà consolidare la sua offerta universitaria e sanitaria (con il nuovo ospedale in costruzione) e migliorare i collegamenti con il resto del Salento attraverso l’eterna incompiuta Bradanico-Salentina e con nuovi servizi ferroviari e su gomma.

L’obiettivo finale è di realizzare un distretto turistico-culturale-economico che partendo da Santa Maria di Leuca arrivi a Matera e all’arco ionico magno greco passando per Taranto, perno geografico dell’interno sistema. Le lezione della realtà turistica internazionale parla chiaro: solo uniti si va lontano.

Possiamo farlo e dobbiamo farlo. Per noi tarantini in particolare è vitale farlo. Perché nell’inferno colonialista della monocoltura dell’acciaio non ci vogliamo tornare mai più.  

Roberto Bellacicco
Museo Ipogeo Spartano di Taranto
Medico in formazione in Medicina Generale

sabato 19 ottobre 2019

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Medici senza Frontiere al Museo Ipogeo Spartano: Sabato 26 ottobre ore 17




Racconti Umani in Puglia: a tu per tu con gli  operatori umanitari di Medici senza Frontiere

Sabato 26 ottobre, alle ore 17:00 a Taranto, presso il Museo Ipogeo Spartano di Taranto. Incontro aperto al pubblico

Cerchiamo di accendere i riflettori sui bisogni e sulle sofferenze inaccettabili delle persone, quando l’accesso alle cure mediche salva-vita viene ostacolato, quando le strutture mediche sono a rischio, quando le crisi sono dimenticate.

Ed è proprio in questa prospettiva che nasce #RACCONTIUMANI, progetto di sensibilizzazione rivolto alla cittadinanza, alle istituzioni, ai giovani, alle scuole e a chiunque vorrà ascoltare i nostri racconti, contribuendo ad aprire nuovi scenari di riflessione ed approfondimento sull’intervento medico-umanitario.

I protagonisti di questo progetto sono proprio gli operatori umanitari che racconteranno il loro vissuto e la loro esperienza diretta “sul campo”, a fianco dei pazienti, nei luoghi più remoti del nostro pianeta.

Incontri “a tu per tu” con cittadinanza e istituzioni, organizzati nelle scuole, nei circoli territoriali, nei luoghi di ritrovo di grandi o piccoli comuni italiani, che da ottobre e novembre toccheranno le regioni della Puglia, della Campania e dell’Emilia – Romagna.

In Puglia sarà Adiam Woldemicael, chirurgo pediatra di Bari recentemente tornata dalla Nigeria a raccontare la sua recente esperienza di operatrice umanitaria di MSF.

lunedì 2 settembre 2019