sabato 21 maggio 2016

domenica 8 maggio 2016

  |  No comments  |  

Taranto e il Museo Spartano sul periodico turistico "In Viaggio" (Mondadori)

Qualche settimana fa abbiamo ospitato alcuni giornalisti del periodico turistico "In Viaggio" (Mondadori) nel Museo Ipogeo Spartano per mostrare loro le bellezze del borgo antico di Taranto.

Questo mese "In Viaggio" dedica le sue pagina alla Puglia e  nella pagina di Taranto, accanto agli ori di Taranto del MarTa, è presente una fotografia della "Sala Verde" della Casa nobiliare de Beaumont Bonelli appartenente al circuito del Museo Ipogeo Spartano di Taranto.

Questa è la promozione delle bellezze che vogliamo per la nostra città










mercoledì 4 maggio 2016

  |  No comments  |  

Il concerto del primo maggio a Taranto: Pino Aprile



TARANTO VINCE IL DERBY DEL PRIMO MAGGIO
‪#‎unomaggiotaranto‬
di Pino Aprile
A freddo: Taranto vince il derby del primo maggio. Anzi: stravince. Quindi, l'incredibile creatura nata, da zero, gigante, sui resti della grandezza di Taranto (nell'area archeologica), ha un solo nemico che potrebbe distruggerla: se stessa. E la cosa è più probabile di quanto si pensi (lo scrivo incrociando le dita... vabbe', di una mano sola). E mi spiego:
1 – affluenza: sia gli organizzatori del concerto del primo maggio di Roma (i sindacati) che quelli del concerto di Taranto (cittadini e lavoratori liberi e pensanti) hanno dichiarato la presenza di 200mila persone. Diamo per detto tutto quello che si obietta (e non a torto) in questi casi; diciamo che, almeno per quel genere di cose, li diamo alla pari. Un paio di circostanze, però, vanno pesate diversamente: a) posto che sia vero il dato dei 200mila, gli spazi di piazza san Giovanni, a Roma, non sono in grado di contenerne tanti, secondo calcoli di superficie più volte proposti; quelli di Taranto sì. Quindi sul fatto che entrambi esagerino con i numeri delle affluenze, possiamo dire che per Roma è sicuro, per Taranto è probabile; b) ma nel corso della giornata, a Roma ne sarebbero transitati circa 800mila, secondo gli organizzatori. Se dobbiamo tener conto del discorso di prima, a Taranto, in uno spiazzo più ampio, possono almeno esserne passati altrettanti. O no? Secondo me no, in entrambi i casi, ma fatta la tara degli... “aggiustamenti”, non si regala né si toglie nulla a nessuno se li si danno, per numeri di pervenuti, alla pari;
2 – Roma è al centro del Paese, Taranto in fondo a sinistra. La raggiungibilità, anche per l'imparagonabile quantità e qualità di collegamenti possibili (autostrade, treni, aerei, pullman) vede Roma clamorosamente in vantaggio. Quindi lo stesso numero di persone non vale lo stesso se a Roma o a Taranto;
3 – Esperienza, struttura, uomini e mezzi che possono mettere in piedi i sindacati (forse i più organizzati, dopo la chiesa cattolica), per muovere folle, ottenere facilitazioni di trasporto, sono di altissimo livello, da primato. E il rito del concerto del primo maggio a Roma ha alle spalle 26 anni di tradizione; è una macchina più che rodata. A Taranto, si fa il concerto del primo maggio da solo quattro anni; a organizzarlo è stato un gruppo di cittadini e metalmeccanici. Insomma, se il risultato è pari, è come se il Frosinone avesse pareggiato con il Real Madrid;
4 – e le risorse? Ne vogliamo parlare? Non ci sono nemmeno i termini per fare paragoni. A Taranto sono terrorizzati dal bilancio di alcune decine di migliaia di euro; a Roma, con quei soldi, ci pagheranno le pulizie e l'ordine di grandezza dell'investimento è lunare, in confronto, anche se non si hanno cifre certe (ma conoscendo il cachet di alcuni partecipanti, si può immaginare il resto). A Roma gli artisti vengono pagati, com'è giusto; a Taranto non se lo possono permettere, ma c'è la fila di grandi autori e interpreti che vogliono andarci gratis (grazie, da tarantino, a tutti). Poi, se volete, chiamatelo ancora pareggio (non dispiacerebbe quello dei conti: se potete, versate qualcosa per aiutare gli amici di Taranto, che qualche difficoltà ce l'hanno. Con PayPal o un bonifico, leggi qui: http://www.liberiepensanti.it/sostieni-t-shirt-donazioni-vi…);
5 – tante le istituzioni che sostengono con servizi, funzioni di vigilanza, contributi, il concerto di Roma; quello di Taranto, anche per la spigolosa difesa della propria indipendenza e coerenza (e un pizzico di carattere 'nu poc' f'zzus, pure) degli organizzatori, nessuno dà niente. Il Comune garantisce i bagni, il taglio dell'erba (che andrebbe tosata anche quando non ci sono concerti, a voler essere pignoli) e la pulizia ma te lo fa pesare come se avesse fatto chissà che. Mancano i vigili, alcuni in sciopero altri non si sa dove. Pare siano apparsi solo per ricordare che a mezzanotte bisognava finire tutto. Una assurdità per un evento di centinaia di migliaia di persone;
6 – il sistema informativo nazionale (uno dei più vergognosi del pianeta, come testimonia la posizione dell'Italia, dopo un bel pezzo di Africa, nella classifica della libertà d'informazione) è tutto al seguito del concerto del primo maggio di Roma. Benissimo. Ma arrivare a tacere di quello di Taranto, mentre dal punto di vista giornalistico (Davide raggiunge e supera Golia) è sicuramente “più notizia”, fa davvero schifo. Eroiche e lodevoli le minuscole eccezioni;
7 – fare lo stesso numero di presenze avendo un forte svantaggio territoriale e di comunicazioni; un ventesimo o un centesimo delle risorse; nessuna organizzazione alle spalle; le istituzioni contro; l'informazione pure; nessuna esperienza o quasi, contro mezzo secolo di tradizione... Beh, voi, se volete, chiamatelo pure pareggio, per me è come se i 300 alle Termopili non avessero mortificato il milione di soldati si Serse, frenandone l'avanzata, ma avessero vinto. Però...
8 - ...però, è vero che i cittadini e lavoratori liberi e pensanti, mettendo su una giornata di musica vera e politica vera, dal basso, sono riusciti a dare al loro concerto un carattere forte, serio, che quello di Roma non ha più, ma è anche vero che questo non basta più. Se il primo maggio di Taranto non diventa progetto (ovvero strumento politico per la città, per il Sud, per i lavoratori tutti non per un giorno, ma da un anno all'altro), ove restasse in piedi, rischierebbe di ridursi, a mano a mano, alla sola musica, come è accaduto al concertone romano. Se è nato e subito è esploso, è perché i suoi ideatori hanno intercettato un bisogno e una produzione diffusi di politica, dal basso, dai territori, la cui somma fa il successo del primo maggio tarantino. E quei fermenti non sono solo politici (e meno male!!), ma culturali, identitari. Dimenticarselo può voler dire perdere l'anima e il carattere dell'iniziativa. Intorno al concerto deve esserci cuore e testa, cultura e scuola dei diritti e di solidarietà, di coscienza condivisa di sé e degli altri. Vuol dire musica, certo, e teatro, e cinema e libri e incontri, e scoperta della propria storia, dei propri territori. Quest'anno un primo piccolo passo in tal senso è stato fatto con "Riconversioni", la settimana di eventi che ha anticipato il Primo Maggio. Bisogna continuare ad alzare l'asticella altrimenti non riuscirai più a saltare e il sogno scivolerà nella ripetizione;
9 – e i soldi. Non sono il diavolo, lo diventano se ottenuti male e usati male. Non è certo il caso di Taranto; ma non si può davvero pensare che possa, un'impresa (che tale è, ormai) di queste dimensioni, reggersi sul lavoro, il rischio di operai e cittadini che hanno già fatto miracoli. Hanno dimostrato che si può fare qualcosa di grande senza avere i petrolieri come sponsor. Ci sono riusciti nonostante gli abusivi, persino minacciosi, che invadono l'area del concerto e fanno concorrenza agli organizzatori che contano di recuperare un po' di spese con la vendita di gadget e bevande (cari abusivi, siete dei delinquenti: rubate a chi fa tanto con il poco e distruggete la possibilità che possano ancora farlo). L'impresa ora deve diventare economicamente salda per continuare a esistere. La forza del concerto di Taranto è la partecipazione, non sono fisica, ma anche ideale, di chi ci va. Bene, bisogna fidarsi del proprio popolo, pensare che sia tale tutto l'anno, che si aggiunga a chi già fa e faccia insieme, faccia altro e aumenti; spalmare l'iniziativa nei mesi prima e nei territori intorno, nelle regioni, da coinvolgere chiamandone una all'anno a far parte come “ospite speciale”, che ne so... Darsi strutture, crescere, garantirsi risorse. Insomma: il tempo dei pionieri non è sempre. E quelli di Taranto hanno dimostrato di poter “partire dal primo maggio”. Per questo, ferma restando la coerenza, qualche spigolo va smussato.
A proposito, devo rispondere alla domanda: e tu chi cazzo sei per metterti a fare 'sti sermoni? Sono un tarantino; e potrebbe bastare. Poi, per puro colpo di... caso, ero con quei fantastici matti che hanno costruito questo successo, quando cominciarono a dirsi: «Ma se facessimo un concerto?». Che ci riuscissero ero sicuro, ma chi diavolo poteva immaginare che mettessero in piedi un colosso?

lunedì 2 maggio 2016

  |  No comments  |  

Centro storico Taranto: l'economia alternativa cresce e si afferma

Come sapete noi operiamo con i fatti e non con parole, cabine di regia, promesse e indefiniti verbi al futuro. 

Ecco un riassunto fotografico dei visitatori al Museo Ipogeo Spartano nell'ultima settimana. 
Abbiamo indirizzato i nostri visitatori in hotel, B&B e ristoranti. 

Nel centro storico di Taranto la famosa economia alternativa di cui tutti parlano esiste già e non la vede solo chi non la vuole vedere.








venerdì 29 aprile 2016

martedì 26 aprile 2016

venerdì 22 aprile 2016