mercoledì 15 luglio 2015

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Sfatiamo gli errati luoghi comuni: Taranto E' Salento

Il luogo comune (errato) secondo il quale il Salento sarebbe esclusivamente la provincia di Lecce è più diffuso di quanto si possa immaginare anche nell'ambito dei professionisti della cultura, dell'informazione e del turismo.

Taranto è non solo salentina ma rappresenta la città più grande del Salento propriamente detto nonché  il maggiore centro economico.

Dunque quali sono i reali confini del Salento?

-Per Salento propriamente detto (Cosimo de Giorgi) si intende quella penisola pugliese avente 3 vertici ideali
a)Taranto
b)Ostuni
c)Santa Maria di Leuca

Tale distinzione taglia fuori la porzione occidentale della provincia di Taranto
Tutti i territori ricadenti all'interno di questa divisione presentano comuni caratteristiche storiche, geografiche, naturali, culturali ed economiche


-Con il termine Grande Salento si include anche la porzione occidentale della provincia di Taranto
Tale porzione, pur non rappresentando caratteristiche meramente salentine, è stata inclusa in tutti quei progetti amministrativi e politici volti a istituire la regione Salento. In modo particolare nel 1946 (con l'assemblea costituente) e con la proposta del Movimento Regione Salento nel 2010

Questione storico-geografica
Affermare che Taranto è salentina sarebbe come dire che San Remo è italiana.
Basta osservare le carte geografiche storiche

La prima rappresentazione geografica storica del Salento è riprodotta nella Mappa di Soleto attualmente conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MarTA.
La mappa di Soleto, una delle più antiche mappe geografiche del mondo occidentale, è riprodotta su un vaso attico smaltato in nero del V sec a.C
Taranto è riprodotta insieme alle altre città salentine con il suo nome greco Taras



Nella sala delle carte geografiche dei Musei Vaticani la Puglia è rappresentata da due mappe. La prima riproduce la Puglia del Nord (Gargano e Terra di Bari), la seconda la Puglia del Sud con la penisola Salentina che comprende le tre province Brindisi, Lecce e Taranto. La cartina geografica salentina è stata realizzata da Antonio Danti nel 1581 su richiesta di papa Gregorio XIII



I romani chiamavano Salentini gli abitanti delle terre che circondavano il Golfo di Taranto
La divisione augustea delle province italiane chiamerà la attuale regione Puglia Regio II:Apulia et Calabria con la seconda (attuale Salento) nettamente distinta dalla Apulia (attuali province di Bari e Foggia)









Principato di Taranto e Terra di Otranto. Dal 1088 fino all'avvento del fascismo (Nove secoli!)  le tre province salentine (Br,Le,Ta) saranno sempre accomunate da stesso destino storico e politico arrivando in alcuni periodi ad includere territori nettamente non salentini. E' evidente che da uno stesso retroterra  storico sono scaturite stesse tradizioni culturali 

Nel 1946  l'assemblea costituente della neonata Repubblica Italia aveva inizialmente previsto l'istituzione di due regioni, Regione Puglia e Regione Salento, proprio in virtù di tali caratteristiche comuni   

Un accordo politico fra Togliatti (PCI) e Moro (DC) fece scomparire nel corso di una notte e all'insaputa dei costituenti della commissione apposita (come racconta Codacci Pisanelli) la Regione Salento nell'ottica di una nuova maxi regione, quella pugliese, in visione Bari-centrica.  L'autore materiale dello "scippo" potrebbe essere stato il giovanissimo Giulio Andreotti all'epoca segretario della commissione dei 75. Tale Bari-centrismo è ancora presente tutt'oggi con l'enorme divario esistente in termini economici, di servizi ed infrastrutturali fra il capoluogo di regione Bari e le altre città pugliesi.  




L'accordo fra Togliatti e Moro interruppe il comune destino storico e politico delle tre province salentine per creare la regione Puglia

Non per nulla nel linguaggio popolare e non solo per decenni si è parlato (e si parla tutt'oggi) di "Puglie" al plurale e non di Puglia

Questione culturale
Br, Le e Ta presentano comuni caratteristiche storiche sia in termini di stili di vita che di costumi

Che sia il cibo, che sia l'accoglienza, che sia il modo di pensare. Tutto è pressoché identico nelle tre province

Provocazione: come è noto  i documenti più antichi testimonianti la nascita della pizzica e della taranta sono tarantini e riguardano un fenomeno (il fenomeno del "Tarantismo" appunto, dal ragno Lycosa Tarantula) decritto per la prima volta nelle campagne tarantine. Lo stesso nome è secondo numerosi studiosi riconducibile alla città di Taranto e al suo fiume Tara.

Se Taranto non facesse parte del Salento allora la taranta non sarebbe salentina. Forse a Melpignano avrebbero qualcosa da ridire...

Questione paesaggistica e climatica
Ulivi, scenari desertici, spiagge, paesaggi, clima.
Tutto è identico sia che tu sia in provincia di Taranto, di Lecce o di Brindisi.
E lasciamo perdere gli sterili campanilismi su "il mio mare è più bello del tuo". Il turista non distingue Campomarino (Ta) da Porto Cesareo (Le)

Invito i tarantini a leggere i cartelli stradali quando si recano al mare. La strada che costeggiando il mare unisce Taranto con Leuca  si chiama Litoranea Salentina. E non perchè, come mi disse un poco informato gallipolino qualche tempo fa, la strada porti nel Salento. Ma perchè la litoranea salentina unisce due dei vertici principali del salento seguendo la costa jonica

Viticoltura/Enologia: IGT Salento
Il ministero dell'agricoltura autorizza l'utilizzo del marchio IGT Salento per vini bianchi e rossi prodotti da aziende vinicole di Brindisi, Lecce e Taranto. La prossima volta che bevete un primitivo di Manduria o un Negramaro del Salento controllate la provenienza.



Ma perchè questo luogo comune è così diffuso?
-Da un lato i leccesi rivendicano in via esclusiva  il marchio turistico "Salento" che hanno saputo in maniera molto intelligente creare e diffondere nel mondo negli ultimi anni.
Le amministrazioni locali e Pugliapromozione hanno maliziosamente alimentato tale confusione con il materiale turistico che però risulta assolutamente non corretto dal punto di vista storico e culturale

-Dall'altro lato il tarantino medio è geneticamente portato a distinguersi e ad isolarsi da tutto e tutti. Specialmente da un qualcosa (il Salento appunto) che potrebbe utilizzare a proprio vantaggio avendo la legittimità storica e culturale per farlo ma che è già stato utilizzato da qualcun'altro. Se poi questo qualcun'altro è "nu puepp't" allora apriti cielo!

 -Per la questione linguistica. A Taranto infatti non si parla dialetto salentino sebbene praticamente in tutti i paesi del versante orientale e in quelli a due passi dal capoluogo (San Giorgio Jonico) lo si parli.
Il motivo è di carattere storico. Taranto ha una storia millenaria unica caratterizzata da varie dominazioni. Nel dialetto tarantino (unico per le numerosissime sfumature) si può trovare di tutto dall'arabo al tedesco. Tale varietà del dialetto tarantino deriva dal fatto che Taranto è stata una "metropoli" per secoli. Ma la questione linguistica non può essere determinante. O sarebbe come dire che il quartiere di Ney York  Little Italy non è americano perchè ci sono tantissimi americani che parlano con accento italiano.

Perchè OGGI ai tarantini conviene rivendicare il legittimo e sacrosanto diritto di essere salentini?
Innanzitutto per onore della verità storica e per mantenere unito un popolo che lo è sempre stato nel corso dei secoli

Poi perchè tutto quello che il turista trova in provincia di Lecce sotto il marchio Salento lo può trovare anche a Taranto, spesso con qualcosa in più.

E' compito del tarantino far capire questa verità perchè nessuno a livello nazionale e regionale  ha interesse nel farlo.

Una qualche capziosa ed errata campagna promozionale vuole distinguere il salento leccese (spiagge e mare splendido) con Taranto (dove puoi trovare solo inquinamento, ilva e morte)

Tale menzognera immagine di Taranto, diffusa da tutti i media nazionali con precisi scopi politici, è non solo da combattere ma da ribaltare utilizzando il linguaggio della verità

E la verità dice che  Taranto, la greca Taranto, la salentina Taranto, offre un mare splendido, spiagge incantevoli, beni archeologici di valenza internazionale e attrattive paesaggistiche e naturali uniche.

Questo è quello che ci dicono i nostri visitatori stranieri quando tornano a casa e questa è la verità

Una adeguata (e veritiera) campagna promozionale turistica conviene a tutto il Salento propriamente detto perchè si andrebbe  ad implementare l'offerta turistica.

In questo modo Taranto riuscirebbe finalmente ad entrare a pieno titolo nell'ambito del circuito turistico salentino e Lecce/Brindisi potrebbero servirsi per i loro pacchetti  dell'immenso patrimonio storico e culturale che solo Taranto può offrire








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