lunedì 26 febbraio 2018

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Vittorio Sgarbi in visita al Museo Ipogeo Spartano di Taranto

Salutiamo il nostro amico Vittorio Sgarbi e i suoi amici e collaboratori che sono nuovamente venuti a trovarci al Museo Ipogeo Spartano di Taranto.

Al di là delle visioni politiche Vittorio è innanzitutto un cultore dell'arte e della bellezza ed è come tale che a noi piace ospitarlo tutte le volte che è in visita a Taranto. 





martedì 20 febbraio 2018

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La Regione Puglia taglia i fondi per il Magna Grecia di Taranto. L'assessore Capone come l'arbitro Moreno: "Ci spiace, può succedere"


Ci risiamo. Una nuova Italia-Corea 2002. 
Questa volta l'Italia è interpretata da Taranto, la Corea da Bari e Lecce e il famoso e amato arbitro Byron Moreno dall'assessore regionale alle attività culturali Loredana Capone

"Ci spiace ma può succedere"

Con queste parole l'assessore regionale Loredana Capone ha commentato il taglio dei finanziamenti alle attività culturali da parte della Regione Puglia (triennio 2017-2019)  ad uno dei più importanti convegni archeologici d'Italia, quello sulla Magna Grecia, organizzato dall'Istituto sulla Storia e Archeologia della Magna Grecia che vanta più di mezzo secolo di tradizione.



Ufficialmente il convegno non avrebbe rispettato i termini del bando regionale.
In realtà la sua colpa è quella di essere organizzato a Taranto, la città che all'interno della ripartizione dei fondi beneficia del 4% dei finanziamenti in confronto al 40% di Bari e al 30% di Lecce (la città dell'assessore Capone).

Il fatto che il convegno sia di gran lunga il più importante dal punto di vista culturale passa in secondo piano di fronte al fatto che mancano meno di 2 settimane al 4 Marzo e questo l'assessore Capone lo sa molto bene. 


Che Loredana Capone non ami Taranto lo si era capito fin dall'inizio del suo mandato. In Regione Puglia vale la regola del "mors tua, vita mea" e se l'assessore prende i voti a Lecce è li che si concentrano i progetti più culturalmente degni di finanziamento anche se si parla di una sagra della salsiccia in una piazza paesana.  

Di Bari è inutile parlare. Bari, il bidone aspiratutto, è Dubai

A rileggere bene le parole di Loredana Capone ci si rende conto che questa volta siamo andati oltre: sono le parole di chi, forte di una solida copertura politica, si può permettere di deridere con strafottenza chi  non ha una autorevole rappresentanza in regione. Ai tarantini si può fare qualsiasi cosa e si possono anche prendere in giro, tanto oltre ai post su fb e qualche manifestazione di piazza con i soliti 4 gatti non si va.

Esattamente come per la soprintendenza che fu cancellata 2 anni fa in favore di Lecce.

L'episodio ricorda in modo impressionante la partita Italia-Corea del 2002, il match truccato perso dall'Italia a causa dell'arbitro Byron Moreno che aveva il preciso compito di far vincere la squadra coreana che ospitava i mondiali. 
Una fotografia che ha fatto il giro del mondo raffigura l'allenatore dell'Italia Trapattoni mentre calcia una bottiglia d'acqua urlando contro un commissario della Fifa che, protetto dalle tribune, sorride strafottente dicendo: "Ci spiace, può succedere"

La Capone dovrà pagare i diritti al commissario Fifa. 

L'Italia uscì ingiustamente dai mondiali e a nulla valsero le proteste di una nazione intera contro il più clamoroso imbroglio della storia dei mondiali di calcio.


Le regole sono le regole e possono essere ampiamente interpretate da chi in quel momento ha il ruolo dell'arbitro 

Il potere è uguale in tutte le parti del mondo. Non conta chi abbia ragione e chi torto, non contano  bandi e avvisi pubblici. 
Conta solo chi ha il coltello dalla parte del manico.   

E Taranto ha sempre la testa dentro la bocca della tigre. La regione Puglia appunto, con tutta la sua potente truppa barese e leccese pronta a sbranare il gattino Taranto. 
E come disse Winston Churchill: non puoi trattare con una tigre quando hai la testa dentro la sua bocca.


Ad essere sinceri la colpa non è dell'assessore Capone. E' normale che faccia gli interessi del suo territorio e lo faccia, ovviamente, a discapito della provincia pugliese più debole con la copertura del presidente Emiliano che nel prendere in giro la città è ormai campione olimpionico. 

Meno normale è la cronica debolezza della classe politica tarantina. 
E' lecito chiedersi se con Gianni Liviano assessore regionale alla cultura questa cosa sarebbe successa. 
Probabilmente no ma sappiamo tutti come è finita quella vicenda.

Anche all'epoca dimostrammo  ingenuità nei confronti degli scafati pescecani regionali che riservarono al consigliere tarantino una trappola per rimuoverlo dall'incarico. 

Che fare allora?



Una possibile soluzione è staccarci dalla Puglia e andare con la Basilicata seguendo le orme della Terra della Magna Grecia.

E' questo l'obiettivo del referendum proposto dall'avv. Russo. L'idea è buona perchè a differenza dei nostri "compagni" pugliesi i lucani non sono geneticamente predisposti allo sciacallaggio e vedono in Taranto una grande opportunità di crescita reciproca. 

Sono numerosi i contatti fra molte associazioni culturali tarantine (fra cui la nostra) e i lucani e ovunque si riscontra autentico spirito di fratellanza e collaborazione. 

Ricordiamo che se Taranto ha un Frecciarossa 1000 che arriva fino a Roma e Milano il merito è della regione Basilicata che ha ottenuto un treno veloce che passasse per i suoi confini.



Conviene?
La risposta è: Si. Vorrebbe dire avere aeroporto, porto, città metropolitana e una sanità da paese al nord dell'equatore senza andare ad elemosinare piatti di riso a Bari.

E' storicamente credibile?
La risposta è: Si. La prov di Taranto fa parte sia dell'Arco Ionico magno greco che del Salento, con la Terra d'Otranto che andava da Leuca a Matera. La Puglia storicamente non è mai esistita, è una invenzione amministrativa del 1946 in seguito ad un accordo politico fra Aldo Moro e Palmiro Togliatti.

C'è qualche possibilità?
La risposta è: Si, ma le resistenze saranno enormi. Per la Puglia vorrebbe dire perdere la seconda provincia per pil e pil pro capite, 600.000 abitanti e un territorio di colonia dove razziare, depredare e seminare sale grosso. Per i baresi vorrebbe dire perdere circa 1/4 dei fondi regionali che vengono spesi (a Bari). Piuttosto rinunciano a San Nicola.

Conviene  raccogliere le firme e votare?
La risposta è: Si. Perchè se vince il Si potrebbe essere comunque una carta in più da giocare in consiglio regionale

Roberto Bellacicco
studente universitario



mercoledì 17 gennaio 2018

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ZTL centro storico Taranto e pedonalizzazione ringhiera? Si può e si deve fare



di Roberto Bellacicco 

Da qualche settimana è tornato alla ribalta il dibattito circa la pedonalizzazione della ringhiera del centro storico di Taranto. 

La proposta, in realtà non nuova, è arrivata all'attenzione della nuova giunta comunale che ne sta studiando la fattibilità dopo l'immobilità dei 10 anni di amministrazione Stefàno. 

Come ricorderete qualche anno fa il traffico veicolare sulla ringhiera ha causato, dopo la sciagurata decisione di installare i cordoli, il danneggiamento ancora visibile di alcuni palazzi storici ad opera di camion e pullman.

Una simile eventualità in altre città non sarebbe ipotizzabile neanche in un fantasioso romanzo horror.

A Taranto invece non solo è successo ma non è stato fatto nulla per impedire il ripetersi di altri incidenti.

La pedonalizzazione della ringhiera del centro storico non è solo auspicabile ma necessaria al rilancio dell'Isola. La doppia corsia (una per senso di marcia) si potrebbe realizzare in via Garibaldi, dove esiste un bellissimo lungomare che consentirebbe anche le passeggiate ai pedoni.

La realizzazione della doppia corsia in via Garibaldi dovrebbe essere accompagnata anche da una limitazione del traffico veicolare (ZTL) nel centro storico a soli utenti selezionati (taxi, ambulanze, medici, residenti, commercianti etc.) mediante sistema di videocamere poste sui due ponti in modo tale da decongestionare il quartiere.

I servizi di trasporto pubblico dovrebbero provvedere una serie di piccoli bus elettrici dedicati solo al centro storico con fermate ogni 15 minuti a partenza da Cimino, zona Croce in quartiere Tamburi e borgo umbertino dove dovrebbero essere ubicati alcuni parcheggi scambiatori (condivisibile la proposta del dott Romandini di un parcheggio multipiano in zona arsenale)

Possono essere previste specifiche eccezioni per chi offre un servizio turistico come il bellissimo apecar di “Taranto in calessino” che da diversi mesi svolge la sua attività.

Rammento che in nessuna città moderna del mondo è consentita la totale viabilità stradale nei centri storici che per loro natura sono, e devono essere, pedonali, ciclabili e dotati di ZTL

Da 6 anni vivo per motivi di studio a Parma, una delle città più progredite del Nord Italia, dove la ZTL (zona a traffico limitato) ha estensione maggiore della somma del nostro borgo antico e borgo umbertino.

A Parma non esiste la mentalità tarantina di recarsi in centro con la macchina e parcheggiare di fronte al negozio per fare compere.

I non residenti che devono recarsi in centro ci vanno in bicicletta (e stiamo parlando di una fredda e piovosa città padana) o con i bus elettrici a partenza dai parcheggi.

I commercianti non protestano per la ZTL, anzi chiedono un sempre maggiore ampliamento della stessa perchè sanno molto bene, e il dato è confermato dall'esperienza di migliaia di città nel mondo, che la pedonalizzazione accompagnata da potenziamento del trasporto pubblico serve a rilanciare le attività commerciali e non il contrario 

Chi dal centro città deve recarsi in provincia o nei quartieri tamburi e Paolo VI può rapidamente raggiungere tali mete utilizzando il ponte punta penna che è stato costruito proprio per questo motivo e che presto (speriamo) sarà collegato con la tangenziale Sud.  Non è una tragedia e i vantaggi sono enormi confrontati con gli svantaggi. 

Questa è la cosa più logica da fare e le ricadute positive su tutto il centro storico sarebbero: riduzione delle emissioni acustiche ed inquinati, aumento della vivibilità e rilancio delle attività commerciali e turistiche. Da studente di medicina ricordo che le emissioni dei gas di scarico delle auto sono una delle prime cause di morte per patologie respiratorie nelle grandi città.

Immaginate di parcheggiare la macchina in un parcheggio posto in quartiere tamburi o borgo umbertino e poi recarsi nel centro storico con un bus elettrico o con una bicicletta presa mediante sistema di bike sharing magari con un ticket omnicomprensivo fornito gratuitamente o con forti sconti a studenti, anziani e meno abbienti.

Immaginate un lungomare pedonale di 2,5 km che va dal ponte di pietra fino all'inizio di Viale Virgilio (ristorante Nautilus). Diventerebbe il più esteso lungomare pedonale d'Italia.  

Sembra un futuro lontano anni luce.
E' in realtà il passato perchè in altre città è stato realizzato almeno 15 anni fa.

Non stiamo dunque ragionando di un qualcosa di nuovo bensì di un modello di viabilità ben sperimentato e dalla sicura efficacia che deve essere adattato al caso di Taranto.

A consiglieri comunali lancio una sfida: sarebbero disposti a rinunciare alle auto e parcheggiare al di qua del ponte girevole trasformando piazza castello da scomposto e disordinato parcheggio a prestigiosa piazza interamente pedonale in grado di offrire in pochi metri una passeggiata storica compresa fra il VI sec. a.C (tempio dorico) e il XV sec (castello aragonese)?

Sarebbe qualcosa di eccezionalmente bello. 
Come eccezionalmente bella è la città di Taranto.


venerdì 5 gennaio 2018

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Apertura straordinaria del Museo Spartano il giorno della Befana



 L'associazione culturale Filonide comunica che il giorno della Befana (06/01/2018) il Museo Ipogeo Spartano sarà visitabile con tour guidato che comincia alle ore 11.00. Durante il tour sarà possibile osservare i 2700 anni di storia della città nei 700mt quadri dell'ipogeo per 16 metri sotto il piano stradale

Domenica 07/01/2018 è prevista la consueta apertura ordinaria alle ore 11.00




giovedì 4 gennaio 2018

martedì 2 gennaio 2018

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Proposta all'amministrazione comunale: ripristino del pontile Rota



Raccogliamo l'invito del sindaco Melucci a fornire spunti ed idee per lo sviluppo della città e proponiamo all'amministrazione comunale il ripristino del Pontile Rota in collaborazione con il porto di Taranto

Il Pontile Rota è un pontile posto sul lungomare di Taranto  all'altezza di palazzo delle Poste. Da diversi anni il pontile versa in stato fatiscente e non fruibile. Eppure esso offre una vista spettacolare sulla rada del mar grande.

Proponiamo all'amministrazione comunale il ripristino del pontile Rota con l'utilizzo di materiale ligneo marino non invasivo con realizzazione di una piattaforma provvista di panchine e ringhiera.
(fotomontaggio ripristino pontile Rota)

Una realizzazione del genere potrebbe essere utilizzata anche per ospitare piccoli eventi, concerti e serate culturali sul mare.  

La realizzazione di tale opera sarebbe non invasiva, rapida, poco costosa ma estremamente utile per valorizzare uno dei lungomari più belli di Italia

Il ripristino del pontile Rota dovrà ovviamente essere accompagnato dal ripristino del decoro dell'intero lungomare con realizzazione di impianto di luci, potatura degli alberi ed eliminazione delle erbacce.

Ricordiamo che nel dopoguerra l'intero affaccio sul mar grande era occupato da stabilimenti balneari


Roberto Bellacicco
Museo Ipogeo Spartano di Taranto

(foto storiche Pontile Rota)