martedì 2 ottobre 2018

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Tesi di laurea: Il sistema costiero delle torri saracene nel Salento tarantino


IL SISTEMA COSTIERO DELLE TORRI ANTISARACENE DI TARANTO
della dott.ssa Federica Malizia




L’incubo dell’aumento sempre crescente della potenza turca nel XV secolo fu uno dei catalizzatori dei programmi politici dei sovrani dell’epoca; quando conquistarono l’Albania e assalirono Otranto gli Aragonesi iniziarono a porsi il problema di guardare e proteggere le coste. Si eressero, quasi contemporaneamente, numerose nuove fortezze in Puglia e si rafforzarono quelle esistenti. Pochi decenni dopo gli spagnoli cercarono di attuare il progetto di una catena ininterrotta di torri di avvistamento lungo le coste del regno per formare con esse un’autentica linea telegrafica in grado di comunicare anche nell’entroterra gli eventuali allarmi. Le torri costiere della provincia di Taranto a noi rinvenute sono 11; oltre a rappresentare una sicurezza per le popolazioni della zona, sono state per quest’ultime un punto di riferimento e simbolo di appartenenza per secoli. Col passare del tempo si sono persi i collegamenti diretti che legavano l’entroterra alla costa.

L’AREA ARCHEOLOGICA DI SATURO

Saturo è una località sulla Litoranea Salentina facente parte della Marina di Leporano, in provincia di Taranto, che comprende l’insenatura omonima e quella di Porto Perone; il promontorio di Saturo ospita il parco archeologico, attualmente in stato di semi abbandono. L’importanza del sito è data dall’intervallo storico che esso ricopre: dalla preistoria fino all’età tardoantica e medievale.
La presenza di ricche sorgenti, consacrate come santuari già da prima della fondazione della colonia greca di Taranto, ha favorito l’insediamento di diverse popolazioni fin dall'Età del Bronzo (dal XVIII secolo a.C.) ed il flusso di viaggiatori e mercanti micenei.
Le maggiori testimonianze attualmente visibili sul promontorio di Saturo sono i resti di una villa romana di età imperiale ed una torre costiera del XVI sec. d.C..



- La frequentazione greca
La prima frequentazione greca coloniale del sito è documentata da materiali di importazione
inquadrabile fra la seconda metà dell’VIII e il VII sec. a.C. dalla presenza di una stirpe votiva, costituita da una fossa scavata nella terra. Nel deposito votivo sono stati trovati frammenti di ceramica di importazione greca e terracotte votive riproducenti prevalentemente figure femminili (fig. 1). I frammenti vascolari, inoltre, fanno capire come attraverso il Mar Ionio giungessero merci dalla Grecia e soprattutto dal Peloponneso (fig. 2-3).


- La frequentazione Romana
L’impianto originario della villa di Saturo risale al I secolo a.C., come dimostra la presenza di frammenti di ceramica sigillata, di vasellame per uso domestico, frammenti di lucerne del tipo africano e di marmi policromi, e di una moneta bronzea (custodita al museo archeologico MArTA di Taranto) dell'età di Settimio Severo. Tuttavia, i resti attualmente visibili sul promontorio risalgono al III sec. d.C. e sono distinti in due nuclei collegati lungo la linea di costa da un portico in opera incerta (paramento in blocchetti immersi nella malta cementizia, con faccia a vista irregolare) interrotto nel suo percorso dalla costruzione di un bunker (collinetta in cemento armato ricoperta con la terra) della II Guerra Mondiale ai piedi del quale è presente una casamatta.

Nella prima parte della villa, ad uso privato, disposte attorno ad un'area scoperta, si trovano diversi
ambienti, tra cui un piccolo edificio termale, un atrio tetrastilo di ordine dorico al centro del quale un probabile impluvium per la raccolta delle acque, ambienti di servizio (cucina, piccole terme ad uso domestico e alcuni vani usati dalla servitù) e un'ampia cisterna con volta a botte.
Nella seconda parte, ad uso pubblico, si trova un ampio complesso termale. In questa zona è stato
rinvenuto un ambiente triabsidato (diaeta) con resti di pavimento in marmo risalenti al III sec., con
continuità di uso fino ad età tardoantica. Per esigenze di tutela, sia i pavimenti che gli elementi strutturali più deperibili sono stati ricoperti.  


- Torre antisaracena di Saturo del XVI sec. d.C.

La torre, orientata a nord-est sud-ovest, sorge su un terreno leggermente inclinato a circa m. 9 slm ed è rivestita in conci di tufo più o meno regolari, esternamente intonacati abbondantemente e dipinti a calce. L’unico ambiente della torre si trova ad una quota di 5 m. e presenta una volta a “schifo” o “gavita”. Sul terrazzo la parte terminale della scala interna, ricavata nello spessore della muratura a nord-est, che dall’ambiente a quota 5 m. andava al tetto. La facciata sud-est presenta una delle aperture originali della torre ed i resti di tre caditoie. Tutti gli infissi presenti sono in legno e risultano molto deteriorati ed in parte mancanti. La struttura originaria appare oggi alterata: sono stati aggiunti due fabbricati verso la metà del 1900; il primo, a due livelli, addossato al fronte nord-est ed il secondo sul terrazzo della torre. Entrambi i fabbricati risultano parzialmente crollati. Recentemente, per questione di sicurezza, gli accessi sono stati murati.

PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELLA COSTA TARANTINA

La ricerca di tesi “Riqualificazione del sistema costiero delle torri antisaracene (TA)” parte dal tema dell’abbandono in relazione al territorio della Provincia di Taranto.  Sulla costa tarantina l’obiettivo da perseguire è certamente una crescita sana dell’area che incentivi il turismo naturalistico, storico e balneare, sfruttando innanzitutto architetture ed aree in stato di abbandono.
Ogni torre si colloca in un contesto diverso, con proprie caratteristiche e potenzialità. Il ripristino delle trasversali di collegamento costa – entroterra, la predisposizione di servizi puntuali e la previsione di una mobilità diretta fra i maggiori poli (navette, pista ciclabile...) tenderebbe ad innescare un processo graduale e continuo di crescita dell’area. Affinché questo sia possibile, le fasi inevitabili da seguire consistono in un’analisi preliminare del contesto naturale e dell’economia principale del luogo. Alle prime tre trasversali, le cui potenzialità ben si sposano gli obiettivi del progetto, si attribuisce una specifica tematica; esse fungono da ‘incipit’ della proposta strategica ad ampia scala della costa tarantina. Il contesto urbano e la potenzialità del parco archeologico rendono l’asse Torre Saturo - Leporano - Pulsano più incline al perseguimento della strategia.

Asse storico – culturale (Torre Saturo – Leporano – Pulsano)

Sul promontorio di Saturo si propone una riqualificazione del Parco Archeologico con un sistema di passerelle e pensiline che vanno ad integrarsi con la macchia mediterranea che, a sua volta, circonda i resti della villa romana e la torre antisaracena.
In particolar modo il progetto punta al riutilizzo della torre come un museo dedicato ai reperti riportati in situ e alla trasformazione dell’area in un nuovo luogo di aggregazione per residenti e turisti.


Tesi di laurea magistrale in architettura
Federica Malizia 


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